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Pianificazione paesaggistica

Oliveto sopra Venafro (IS)

Il Piano paesaggistico nel Codice dei beni culturali

Il Codice dei beni culturali e del paesaggio ribadisce la priorità della pianificazione paesaggistica come strumento di tutela e di disciplina del territorio (artt. 135 e 143, 144, 145), stabilendo una scala gerarchica che vede il piano paesaggistico sovraordinato agli altri strumenti urbanistici.
Lo Stato e le Regioni sono investite del compito di assicurare che tutto il territorio nazionale sia oltre che conosciuto e salvaguardato anche pianificato.
Al Ministero per i beni e le attività culturali è demandata l’individuazione delle “linee fondamentali dell’assetto del territorio nazionale” al fine di perseguire la tutela del paesaggio secondo principi e criteri direttivi che rendano omogenea l’attività pianificatoria.
Alle Regioni è demandata la redazione e l’approvazione dei piani paesaggistici (o piani urbanistico territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici) i quali devono sottoporre a “specifica normativa d’uso” tutto il territorio regionale.
L’obbligo sussiste per tutte le Regioni, ma le Regioni Sicilia, Trentino Alto Adige e Val d’Aosta hanno piena autonomia in materia di paesaggio in virtù delle disposizioni dei loro Statuti.

Pianificazione in aree vincolate paesaggisticamente

Pur rientrando la redazione dei piani paesaggistici tra le competenze delle Regioni, è riconosciuta al Ministero la partecipazione obbligatoria all’elaborazione congiunta con le Regioni di quelle parti del piano che riguardano beni paesaggistici vincolati in base ad atti amministrativi di vincolo o in base all’appartenenza alle categorie geografiche territoriali tutelate ope legis, specificatamente individuate all’articolo 142 del Codice. Le modalità di elaborazione congiunta sono individuate in protocolli d’intesa e nei relativi disciplinari di attuazione stipulati tra il Ministero e le Regioni interessate. Per i motivi già detti questa collaborazione obbligatoria non sussiste per le Regioni Sicilia, Trentino Alto Adige e Val d’Aosta.

Pianificazione estesa a tutto il territorio regionale

Allo scopo di avviare l’attività di pianificazione congiunta estesa a tutto il territorio regionale è previsto che le Regioni, il Ministero nonché il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare possono stipulare intese per la definizione delle modalità di elaborazione dei piani paesaggistici. Qualora, a seguito dell’elaborazione d’intesa, la Regione non approvi il piano, il Ministero lo approva in via sostitutiva, limitatamente alle aree interessate da beni paesaggistici vincolati, sentito il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
 

Verifica e adeguamento piani paesaggistici

I piani paesaggistici redatti ed approvati dalle Regioni prima dell’entrata in vigore del Codice vanno sottoposti, entro il 31 dicembre 2009, a verifica e adeguamento affinché le disposizioni in essi contenute siano conformi alle disposizioni del Codice. Decorso inutilmente tale termine il Ministero provvede in via sostitutiva. Anche la procedura di verifica e adeguamento può essere effettuata in maniera congiunta tra Regioni e Ministero tramite intese che ne regolano lo svolgimento e ne definiscono i tempi.
 

Adeguamento degli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale

Le previsioni dei piani paesaggistici sono cogenti per gli strumenti urbanistici di comuni, città metropolitane e province, e sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale, i quali devono essere adeguati alle previsioni dei piani paesaggistici non oltre due anni dalla loro approvazione. Al procedimento di conformazione e adeguamento, disciplinato dalle Regioni, partecipano gli organi del Ministero.
 

Fini e contenuti dei piani paesaggistici

Il Codice individua i fini e i contenuti dei piani paesaggistici riconducendoli a principi e modalità validi per tutte le regioni.

Il fine della pianificazione paesaggistica è la conservazione, il recupero e la valorizzazione degli aspetti e caratteri del territorio che costituiscono rappresentazione materiale e visibile dell’identità nazionale alla definizione della quale concorre l’azione di fattori naturali, umani e delle loro interrelazioni. Nel rispetto di tali criteri vanno contemplate anche finalità volte alle prospettive di sviluppo territoriale sostenibile.

In relazione agli obiettivi di qualità paesistica previsti, ai piani paesaggistici è attribuito un contenuto conoscitivo, prescrittivo e propositivo.

La formazione dei piani deve avvenire tramite l’analisi del territorio e delle sue dinamiche di trasformazione; l’individuazione degli ambiti territoriali in funzione delle caratteristiche paesaggistiche; la ricognizione dei vincoli esistenti e di eventuali ulteriori contesti da sottoporre a vincolo; l’individuazione delle aree gravemente compromesse e dei relativi interventi di recupero, riqualificazione e valorizzazione; l’individuazione delle misure necessarie per il corretto inserimento, nel contesto paesaggistico, degli interventi di trasformazione del territorio; la predisposizione di specifiche normative d’uso degli ambiti territoriali individuati.


In dettaglio i piani paesaggistici dovranno fornire, per gli ambiti connotati da caratteristiche paesaggistiche peculiari, prescrizioni e previsioni volte:
  • alla conservazione degli elementi costituitivi e delle morfologie dei beni paesaggistici sottoposti a tutela, tenuto conto anche delle tipologie architettoniche, delle tecniche e dei materiali costruttivi, nonché delle esigenze di ripristino dei valori paesaggistici;
  • alla riqualificazione delle aree compromesse o degradate;

Per tutti gli altri ambiti dovranno essere definite norme volte alla salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche e che assicurino al contempo, il minor consumo del territorio;

Sarà compito del piano anche l’individuazione delle linee di sviluppo urbanistico ed edilizio, in funzione della loro compatibilità con i diversi valori paesaggistici riconosciuti e tutelati, con particolare attenzione alla salvaguardia dei paesaggi rurali e dei siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Allo stato attuale sono già in atto tavoli di copianificazione paesaggistica tra Regioni e Ministero per le Regioni Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte, Sardegna, Toscana. Queste Regioni hanno scelto di elaborare insieme al Ministero piani paesaggistici ex novo, estesi a tutto il territorio regionale.

Sono in corso di approvazione i protocolli d’intesa ed i relativi disciplinari per le Regioni Calabria, Marche e Veneto.

Il Ministero intraprenderà iniziative per attivare i protocolli d’intesa con le altre Regioni.